Introduzione:
Siamo spesso affascinati dai profondi effetti che le sostanze psichedeliche possono avere sulla percezione e sulla coscienza umana. In un nuovo e interessante caso clinico, un uomo di 35 anni affetto da daltonismo rosso-verde ha riscontrato miglioramenti notevoli e duraturi nella sua capacità di distinguere i diversi colori dopo aver assunto funghi magici. Questa scoperta fa luce sul potenziale della psilocibina di alterare le capacità di elaborazione visiva, anche in individui con una condizione genetica come il daltonismo.

Capire il daltonismo:
Il daltonismo, nello specifico la deuteranomalia lieve, colpisce circa il 5% degli uomini e lo 0,4% delle donne. È causato da un difetto nei coni sensibili alle medie lunghezze d’onda, le cellule fotorecettrici responsabili del rilevamento della luce verde.
Il caso clinico:
Il soggetto, che aveva già notato un miglioramento della visione dei colori dopo aver sperimentato diverse droghe psichedeliche, ha deciso di documentare questi cambiamenti autosomministrandosi il test di Ishihara. Questo test è comunemente usato per valutare il daltonismo e consiste in una serie di mosaici composti da punti colorati che formano forme visibili solo a chi ha una visione normale dei colori.
Livello di base ed esperienza con i funghi:
Prima di assumere una dose di funghi magici, il soggetto ha ottenuto un punteggio di base di 14 nel test di Ishihara. In seguito all’ingestione di 5 grammi di funghi magici essiccati, il soggetto ha riferito sensazioni positive ma nessuna esperienza mistica. Quando il test di Ishihara è stato somministrato nuovamente 12 ore dopo, il punteggio del soggetto è salito a 15.
Miglioramenti nella visione dei colori:
La visione dei colori del soggetto ha continuato a migliorare nel tempo. Dopo 24 ore, il punteggio ha raggiunto 18, superando la soglia della visione normale dei colori. All’ottavo giorno dall’esperienza con i funghi, il punteggio ha raggiunto il picco di 19 ed è rimasto alto a 18 quattro mesi dopo. Test successivi effettuati oltre un anno dopo mostravano ancora un miglioramento con un punteggio di 16, superiore al punteggio di base di 14 riferito dal soggetto.
Implicazioni e ricerche future:
Sebbene questo caso clinico fornisca spunti affascinanti sul potenziale della psilocibina nel migliorare la visione dei colori nelle persone affette da daltonismo, sono necessarie ulteriori ricerche per confermare ed esplorare questi risultati. Gli autori dello studio avvertono che questo singolo caso auto-riferito non permette di trarre conclusioni definitive. Sottolineano la necessità di un’esplorazione sistematica per convalidare questi risultati, valutarne la generalizzabilità e scoprire i meccanismi d’azione sottostanti.
Conclusione:
Il caso clinico evidenzia l’intrigante possibilità che un singolo uso di psilocibina possa indurre miglioramenti parziali nel deficit della visione dei colori, estendendosi oltre gli effetti acuti. Sebbene sia improbabile che corregga completamente il daltonismo genetico, la psilocibina potrebbe influenzare l’elaborazione visiva di alto livello all’interno della regione V4 del cervello, fondamentale per la percezione dei colori. Sono necessari ulteriori studi per convalidare questi risultati e far progredire la nostra comprensione del ruolo degli psichedelici nel trattamento del daltonismo.
Fonte: https://journals.sagepub.com/doi/10.1177/20503245231172536
Nota: Questo articolo si basa su un singolo caso clinico e non deve essere considerato un parere medico. Consulta sempre un professionista sanitario prima di prendere in considerazione qualsiasi trattamento per il daltonismo o qualsiasi altra condizione medica.




